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La politica che vorrei

Aggiornamento: 27 apr 2023

In dialogo con la democrazia.


“Luogo di amicizia dove stabilire pace, socializzazione e amicizia tra i popoli”. Questo è Rimini nel 1980 per un gruppo di amici che, mossi dagli ideali di verità, bene e bellezza creano il “Meeting per l’amicizia tra i popoli”.

Oggi, 42 anni dopo, nello stesso luogo e in nome degli stessi ideali, si sono riuniti diversi personaggi di spicco del panorama politico italiano: Luigi Di Maio, capo politico di Impegno Civico; Enrico Letta, Segretario nazionale del Partito Democratico; Maurizio Lupi, capo politico di Noi Moderati, Presidente di Intergruppo Parlamentare per la Sussidiarietà; Giorgia Meloni, Presidente Nazionale di Fratelli d’Italia; Ettore Rosato, Presidente Nazionale di Italia Viva; Matteo Salvini, Segretario federale della Lega; Antonio Tajani, Vicepresidente di Forza Italia.

L’incontro si apre con una serie di provocazioni di Giorgio Vittadini, Presidente della Fondazione per la Sussidiarietà, volte a stimolare tra gli ospiti, un dibattito politico costruttivo, chiaro e finalizzato a portare i contenuti al centro del dialogo.

Dibattito costruttivo? Chiarezza? Contenuti al centro del dialogo? Dopo essere stati in balia di un tweet dopo l’altro, video su Instagram, liti nei talk-show, ecco finalmente l’occasione per capirci qualcosa. Le elezioni sono alle porte. Numerose sono le proposte e imminenti devono essere le risoluzioni. Quale metodo utilizzare per prendere una decisione?

Ecco la ricetta per te, elettore, insieme a qualche ingrediente vincente dei nostri leader:

  1. Appassionarsi. Appassionarsi alla vita politica significa costruire senza sosta il futuro dell’umanità, di un’umanità autenticamente umana che nasce dalla libertà, che esiste e vive di responsabilità, solidarietà, e carità e che alimenta a sua volta la fonte d’origine. A questo punto, andare a votare non rappresenterà più solo un obbligo che grava sulle nostre spalle, ma un diritto incommensurabile da esercitare anche per chi ce lo ha consegnato sacrificando la propria vita. Recarsi alle urne è, dunque, la modalità meno impegnativa, ma più efficace, per far valere gli ideali per cui viviamo e dare fiducia a chi crediamo possa rappresentare degnamente questo nostro grande Paese.

  2. Conoscere gli organi istituzionali. L’Italia è una repubblica democratica. Dal 2 Giugno 1946, quando il referendum istituzionale determinò la forma del governo, la democrazia ci spinge in prima persona verso la verità, verso la ricerca del bene e del giusto. Il parlamento che deve rappresentarci lo dobbiamo conoscere e lo dobbiamo analizzare affinché possa avere un atteggiamento corretto nel dialogo e nel confronto. E, non da ultimo, tenercelo stretto, a testimonianza della fortuna di abitare in uno Stato democratico e non in uno di quei regimi totalitari che, soprattutto in questi ultimi mesi, stanno stravolgendo e piegando gli equilibri a cui da sempre siamo stati abituati. Come ci ammonisce il primo ministro britannico Churchill, “la democrazia è la peggior forma di governo, eccezion fatta per tutte quelle altre forme che si sono sperimentate finora”.

  3. “Meno politici, più cultura. Ma io sono cresciuto con l'idea che la politica è la forma di cultura più alta che ci sia”. Con queste parole, Maurizio Lupi ci offre una chiave di lettura: un primo tentativo di definire l’arte della politica. Infatti le migliaia di spettatori presenti all’incontro e tutti gli altri che si sono connessi online da ogni parte del Paese si dimostrano volenterosi di ascoltare e di scoprire. Non si tratta quindi di cultura? Ed essa non è alla portata di tutti? Dunque, anche la politica deve mettersi al servizio del bene comune.

  4. "Noi cittadini al centro della politica". Segue la stessa interpretazione anche Giorgia Meloni, che ci ricorda che solo insieme possiamo riscoprire i veri valori, troppo spesso dati per scontati.

  5. “Noi cittadini, se da un lato siamo in dovere di partecipare, abbiamo anche il diritto di essere ascoltati.” Matteo Salvini richiama all’ordine chi di potere, sottolineando che la politica consiste nell’ascoltare, conoscere e nell’agire con coraggio nel prendere decisioni difficili. Decisioni che talvolta sono incompatibili tra i vari partiti, ma non per questo un ostacolo. Enrico Letta, infatti, afferma che la diversità è il più grande fattore per la democrazia. Siamo esseri umani. In ognuno di noi è racchiuso un mondo da scoprire. Ed è proprio la persona il valore fondamentale a cui tende la politica, secondo Tajani. Pertanto, ogni nostra scelta politica deve essere finalizzata a rispondere a ciascuno.

Tutti questi ingredienti sono emersi nell’arco di sei giorni di incontri e convegni, tutti dalla coscienza dei nostri leader politici. Ciò dimostra che dialogare in maniera costruttiva, senza ricorrere a stratagemmi utilizzati per accaparrarsi qualche voto in più, è possibile. Ed è altrettanto possibile metterci in gioco in prima persona, scrollandoci di dosso i pregiudizi che ci portano a pensare “tanto i politici sono tutti uguali”, per giustificare la nostra indifferenza di fronte a questi temi. Temi fondamentali a cui proprio il Presidente del Consiglio uscente Mario Draghi, ospite della manifestazione il 24 agosto, ci ha richiamati.

Nel suo discorso, non mancano riferimenti all’emergenza climatica che porta con sé la siccità e lo scioglimento dei ghiacciai, agli scontri geopolitici che continuano a infuriare nei vari continenti, e, infine, alla crisi energetica per la quale, in questi ultimi giorni, il prezzo del gas è schizzato alle stelle, mettendo in ginocchio migliaia di aziende e di famiglie.

Nello smuovere le nostre coscienze, ci infonde la voglia di fare squadra per il nostro Paese. Tutti possono contribuire alla creazione di un’Italia migliore, a partire dai giovani! E’ proprio in loro infatti che Mario Draghi, con gli occhi lucidi, ripone le sue speranze per il futuro:

“Con le vostre energie, con la vostra serietà, con il vostro amore per la vita e per l’Italia, voi, noi tutti, supereremo questi ostacoli, vinceremo queste sfide, la fiducia nel futuro si fonda su questa consapevolezza, che sarà la nostra forza”.

Noi tutti quindi, accogliamo il suo invito. Afferriamo la mano dei nostri leader e riflettiamo.

Parliamo della Politica. Quella politica che è ideale da condividere, impegno sociale e, soprattutto, testimonianza di vita.


Elena Felisi, Viola Ciovati


 

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