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Bonus Psicologo: un primo passo, ma non basta

Aggiornamento: 24 feb 2022

Il tanto discusso “bonus salute mentale” è stato infine concesso, dopo una petizione di change.org che ha superato l’impressionante cifra di 300 mila firme e che ha dunque avuto successo nel modificare il decreto legge “milleproroghe” dopo un lungo pressing mediatico. Saranno stanziati nel 2022 ulteriori 20 milioni di euro: 10 milioni saranno destinati al rafforzamento delle strutture sanitarie e dei servizi neuropsichiatrici per l’infanzia e l’adolescenza, mentre gli altri 10 milioni saranno destinati direttamente ai cittadini, traducendosi in 600 euro all’anno da erogare utilizzando come parametro l’ISEE (con un tetto massimo di 50 mila euro per favorire i cittadini con reddito più basso). Sarà possibile accedere al bonus tramite voucher, con prescrizione medica e non sussisteranno vincoli di età. La speranza è quella di combattere le devastanti conseguenze psicologiche della pandemia, cercando di agire sia sul breve che sul lungo periodo: nel 2021 infatti, secondo i dati dell’istituto Piepoli, il 27,5% dei pazienti che avrebbero voluto intraprendere un percorso psicologico non ha potuto per ragioni di natura economica, mentre il 21% ha dovuto interrompere la terapia. I dati raccolti dall’associazione di ascolto e supporto “Telefono Amico” sono scioccanti: nella prima metà del 2021 è visibile un incremento delle richieste di supporto psicologico del 66%, mentre le richieste legate a tentativi di suicidio sono triplicate. A chiamare sono state soprattutto donne (51,2%), giovani tra i 19 e i 25 anni (21,3%) e tra i 26 e i 35 anni (19,6%). E nonostante negli ultimi anni sia stato visibile un progresso incontestabile nella normalizzazione del supporto psicologico, i costi restano proibitivi, impedendo a un paziente su tre di affrontare un percorso terapeutico.

In particolare, la pandemia da Covid-19 ha aumentato i problemi d’ansia dell’83%, dell’umore del 72% e i problemi nello sviluppo adolescenziale del 62%. Il presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi, David Lazzari, si è espresso sull’assenza di una tariffa prestabilita per l’ordine, per cui il prezzo di una seduta può aggirarsi indicativamente tra i 50 e i 70 euro, con variazioni lungo il territorio. Gli psicologi che operano nel settore pubblico sono pochi, e “negli ultimi anni non sono stati più assunti: i pochi professionisti che vi operano sono dislocati principalmente nei servizi di salute mentale, dipendenze e neuropsichiatria che si occupano di disturbi più gravi; [..] una fetta importante di persone dunque non trova risposta alle proprie richieste o finisce in liste d’attesa di mesi e mesi, ricevendo risposte non tempestive e incomplete. La psicoterapia è quasi scomparsa dai servizi pubblici: pochi professionisti non sono in grado di fornire servizi completi”.

Il bonus psicologo è un cerotto sulla grande ferita del mancato interesse dello Stato per il benessere psicologico dei suoi cittadini: la speranza è che, dopo questo primo passo, venga riconosciuto lo spazio e l’importanza effettiva della salute mentale nel benessere del cittadino e della popolazione, non solo in relazione ad un migliore rapporto con le istituzioni pubbliche e statali e con i concittadini, ma anche nella salvaguardia dei giovani, i quali più di chiunque altro hanno subito le ripercussioni violente della pandemia.


Vanessa Morelli


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