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La visione Lombarda per il futuro dell’Europa

Come può l'Europa ritrovare la propria centralità in un contesto geopolitico complesso? In vista delle elezioni europee dell'8 e 9 giugno, Politics Hub e Confindustria Lombardia hanno collaborato nell'organizzazione di un dibattito all’americana, coinvolgendo gli esponenti delle principali forze politiche, presso l'Auditorium San Fedele di Milano. Hanno accettato l’invito il Vicepremier e Ministro degli Esteri Antonio Tajani, il Ministro della Difesa Guido Crosetto, il Ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, insieme all’ex Presidente del Consiglio Matteo Renzi e all’ex Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda. 

L'evento è stato moderato da Rachele Grassini - attuale Presidente di Politics Hub - e Andrea Pagliuca, che hanno guidato il dibattito sui temi della competitività europea e del ruolo dell’Unione nella scena mondiale.


Come dichiarato nel Manifesto per l’Europa, recentemente pubblicato, Politics Hub pensa che i cittadini dell’Unione europea, e in particolare i giovani, debbano partecipare attivamente al progresso e al bene comune dell’Europa. È proprio sulla base di questa convinzione che Rachele Grassini, ha introdotto il dibattito affermando che: "Se non c'è affetto e speranza per l'Europa, diventa difficile spiegare il valore del prossimo 9 giugno".


Il Presidente di Confindustria Lombardia, Francesco Buzzella, nei saluti iniziali ha espresso  un giudizio negativo sulla commissione uscente, sottolineando l'importanza di riportare “l'industria al centro dell'Europa, tornando ad investire nell'unico asset in grado di evitare il declino del nostro continente”. Nel solco di questo intervento, gli ospiti hanno evidenziato come la crescita dell'UE sia rimasta notevolmente al di sotto delle aspettative, trovando nella scarsa competitività una delle cause profonde.


Il Ministro Crosetto e l’Onorevole Renzi hanno evidenziato la necessità di investire in settori strategici quali l'intelligenza artificiale (dove solamente il 2% dei nuovi brevetti mondiali appartiene a società europee), le tecnologie spaziali (settore in cui l'Europa è stata superata da altre nazioni e persino da privati) e il settore automobilistico. Il Ministro Giorgetti, chiamato a suggerire strategie per fronteggiare questa problematica, ha sottolineato che “l'Europa non ha i mezzi per far fronte a ciò, serve l’imprenditore, una persona fisica con un’idea, qualcuno che la finanzi. In Europa mancano soldi e capitali, ed è difficile trovare imprenditori nuovi, [...] la regolamentazione sta soffocando lo sviluppo economico”. 

Sulla stessa lunghezza d’onda il Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha spiegato come la regolamentazione europea sia obsoleta e concentrata sul mercato interno. Ha proseguito il suo intervento esprimendo la necessità di “mettere le imprese nella posizione di poter competere” e aggiungendo che “bisogna mettere due diverse asticelle, una a livello interno ed una più alta a livello globale, per avere una politica industriale moderna ed un sistema più efficiente”.

 

Sul tema della competitività, il segretario di Azione, Carlo Calenda, ha proposto un’unificazione della politica industriale europea, mentre invece l’Onorevole Renzi ha sottolineato la necessità di investire tanto nell'energia nucleare quanto nell'intelligenza artificiale. Al contempo, il Presidente di Italia Viva, ha affermato che un eccessivo accentramento dell’attenzione sugli obiettivi di sostenibilità rischierebbe di causare la chiusura di molte industrie in Europa, con conseguenze sociali rilevanti. 


Per riconquistare un ruolo di rilievo nel contesto mondiale, tutti i leader hanno indicato nella  convergenza a livello europeo di investimenti, difesa e decisioni strategiche la strada da intraprendere. Carlo Calenda ha espresso una particolare preoccupazione per la frammentazione del mercato dei capitali e il gravoso carico burocratico che le aziende devono affrontare, aggiungendo che “l’Europa non si fa perché gli stati nazionali non vogliono cedere sovranità e potere, e così facendo si perde potere collettivo, [...] questo è il principio su cui si costruisce e si disfa l’Europa”. 

Il ministro Crosetto ha tenuto a ricordare come gli stati non siano individualmente abbastanza forti dal punto di vista militare per potersi difendere, in uno scenario politico molto distante dalla pace che ha caratterizzato l’UE nei suoi primi 67 anni di storia. Ha concluso sottolineando che “la difesa è sinonimo di sicurezza, ovvero la base per la democrazia e la ricchezza”. 

 

Nell'ambito geopolitico la Commissione entrante è stata richiamata da più parti ad un'intensa azione diplomatica in Ucraina, nel Medio Oriente e nel Mediterraneo, al fine di garantire stabilità e cooperazione future e preservare l'influenza dell'UE nella regione. L’ex Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha infatti sottolineato la necessità di avere “un inviato speciale tra Ucraina e Russia, un leader che prenda un’iniziativa diplomatica”, e concludendo il dibattito sull’Europa protagonista nel mondo, spiegando come il mediterraneo svolga un ruolo centrale, ma aggiungendo che “o l’UE dà forte presenza sulla politica diplomatica - nel Mediterraneo - o in futuro non conterà nulla”.  


In un momento cruciale per il futuro dell'Europa, è emerso un consenso tra i leader sull'importanza di coinvolgere i giovani nel plasmare il destino comune del continente. Tale  invito alla partecipazione attiva dei giovani cittadini è considerato essenziale per la costruzione di un'Europa basata sulla trasmissione dei valori europei fondamentali e sul confronto aperto con il mondo. 


L'iniziativa di Politics Hub ha rappresentato un'opportunità senza precedenti: i giovani hanno avuto la possibilità di entrare in contatto diretto con i loro rappresentanti politici, i quali, a loro volta, sono stati chiamati ad esporre e dibattere le proprie idee nel contesto di un confronto costruttivo e inedito per la scena italiana.



Alessio Barbalonga e Matteo Centurelli

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