Il bilancio di Festival e Hackathon

Giunti al termine di questa avventura, è ora di tirare le somme.


Per chi ancora non vi conoscesse, puoi spiegare in breve cos’è Politics Hub e che valori vi muovono?


Mi piace descrivere PoliticsHub innanzitutto come un gruppo di amici, alcuni di lunga data, altri più recenti, ma tutti convinti dell’importanza del nostro progetto e di poter fare la differenza con impegno e convinzione.


Dal 5 al 7 novembre vi siete presi sulle spalle un impegno senza precedenti nella vostra storia, proponendo per tre serate consecutive incontri con ospiti d’alto profilo. Cosa vi ha spinto a organizzare questi eventi in così rapida successione?


Dopo mesi di chiusura, il ritorno in presenza ci ha sicuramente entusiasmati: quando in giugno abbiamo lanciato questo progetto lo abbiamo concepito sia come una grande festa dell’associazione, sia come un momento di rilancio.

Come associazione eravamo partiti con delle serate in presenza aperte ai ragazzi: la voglia di tornare a organizzarle non ci ha mai abbandonato, ma abbiamo anche pensato che sarebbe stato interessante combinare più eventi in un solo weekend, creando una sinergia di temi e un dialogo tra personalità diverse.



Non dimentichiamo l’Hackathon organizzato una settimana prima.


L'Hackathon è stato un incredibile successo: quasi una settimana di workshop che ha coinvolto 70 studenti di scuole superiori.

In questo senso il team scuole ha fatto miracoli, e ha mostrato all’esterno quanto PoliticsHub abbia da offrire in termini di innovatività, progettazione e idee.

Alcuni soci di lunga data mi hanno confessato che, secondo loro, l’Hackathon è stato il più bel progetto mai realizzato dall’associazione.


La scelta dei temi non è stata certamente casuale…


I temi degli ultimi eventi (Hackathon e Festival) sono chiaramente ritrovabili nel nostro Manifesto, redatto l’estate scorsa. Con esso abbiamo voluto definire più nettamente l’identità di PoliticsHub, come associazione apartitica ma non apolitica, nel senso che vivere nella società ha implicato per noi una presa di posizione su determinati temi.

Ritroviamo qui l’attenzione all’integrazione europea, l’economia sostenibile, ma anche il valore della democrazia o la centralità della persona, rinvenibile nell’attenzione che PoliticsHub ha sempre dato a ciascun ospite e a tutto il pubblico.


Ai vari eventi abbiamo visto moltissimi giovani associati dare una mano nell’organizzazione della serata e nell’accoglienza degli ospiti, e sicuramente molti altri avranno contribuito dietro le quinte. Che impressione ti ha fatto vedere così tanti ragazzi e ragazze collaborare per questi eventi?


Il valore dato alla persona, di cui ho parlato prima, si riflette chiaramente nel rispetto reciproco e nell’impegno che i ragazzi hanno mostrato nella costruzione di questi eventi. Il pubblico vede chiaramente solo il prodotto finale, ossia un’ora e trenta di dibattito, ma questo non è che la punta dell’iceberg di un lungo lavoro di mesi, che ha coinvolto tutti i membri dell’associazione a più livelli: dal contattare gli ospiti, alla scrittura delle domande, alla prenotazione degli spazi, al reperimento di sponsor etc.

Ciò che più mi ha colpito, da organizzatore, è stato vedere questi ragazzi, che fieramente indossavano la spilla dell’associazione, divertirsi e lavorare durante gli eventi senza chiedere niente in cambio se non l’essere parte di questa incredibile avventura.


Infine non dimentichiamo chi ha aiutato a realizzare tutto questo…


Effettivamente lo abbiamo ricordato più volte durante il Festival: ciò che ci distingue da altri movimenti giovanili è che non cerchiamo un’opposizione frontale con il mondo dei “grandi”: una collaborazione sinergica tra i nostri due mondi è essenziale, perché se noi giovani siamo energie da liberare, gli “adulti” sono coloro che hanno ora responsabilità a più livelli nella società, e attraverso le loro esperienze possiamo conoscere e migliorarci.

Senza professionisti e istituzioni che credessero nel nostro progetto, il Festival non sarebbe stato possibile: ringraziamo quindi tutti gli sponsor, e ci terrei anche a ringraziare il Comune di Busto Arsizio per il supporto mostratoci nell’Hackathon.


Che messaggio vorresti mandare a chi vi ha conosciuto tramite questi eventi?


PoliticsHub non è un mondo chiuso: la nostra forza sta nella freschezza, nell’innovatività e nel coraggio dei propri membri.

Invito quindi i giovani che ci hanno conosciuto attraverso i nostri eventi a riflettere su una loro partecipazione in questo progetto: richiede impegno, talvolta fatica, ma come abbiamo potuto dimostrare tutti i nostri sforzi non sono stati vani se siamo riusciti a realizzare progetti quali il Festival o l’Hackathon.

Ringrazio poi le cittadinanze di Legnano e Busto Arsizio, che si sono dimostrate attenti osservatori dell’attualità, e si sono lasciati incuriosire dalla nostra proposta.

Chiedo poi alle istituzioni di starci vicino, di coinvolgerci se possibile: abbiamo tante idee ma anche tanto da imparare, e quello che più vogliamo è metterci al servizio delle nostre comunità.


 

Mathias Caccia (intervistatore)

Edoardo Cozzi (intervistato)

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