DIREZIONE EUROPA: L'UNIONE DAVANTI ALLE SFIDE DEL FUTURO

In dialogo con le Europarlamentari Eleonora Evi, Patrizia Toia, Isabella Tovaglieri.

"A volte noi italiani facciamo fatica a fare gioco di squadra, arriviamo sempre arrancando e subendo decisioni prese da altri” (Evi).

"La passione che ci unisce è quella di incidere e influenzare positivamente nella vita quotidiana" (Tovaglieri).
"Se ci raccordassimo di più, potremmo avere molto di più in termini di opportunità, ma anche dare molto di più in termini di indicazioni" (Toia).

Eleonora Evi, classe 1983, eurodeputata per due mandati consecutivi dal 2014 per il Movimento 5 stelle.

Isabella Tovaglieri, classe 1987, eurodeputata dal 2019 per la Lega.

Patrizia Toia, classe 1950, eurodeputata nel 2004 per Uniti nell'Ulivo, eurodeputata per tre legislature dal 2009 per il PD.

Nella serata di venerdì 21 febbraio, le tre europarlamentari si sono riunite al Centro Parrocchiale San Magno su invito di Politics Hub.


Interessante il primissimo momento della serata: per fornire alle tre europarlamentari il quadro generale delle idee presenti in sala riguardo gli argomenti del dibattito sono state poste al pubblico delle domande a risposta multipla tramite l’uso di appositi strumenti elettronici, che hanno consentito l’elaborazione statistica delle risposte.


Le europarlamentari si sono presentate come donne impegnate in diversi ambiti e commissioni a livello europeo, accomunate da un’unica passione, descritta perfettamente dalle parole di Tovaglieri, cioè quella di “incidere e influenzare positivamente nella vita quotidiana”.


L'Italia in Europa

Uno degli snodi fondamentali della serata è rappresentato dalla fatidica domanda sul ruolo dell’Italia in Unione Europea.

Le europarlamentari hanno passato in disamina entrambi ‘i lati della medaglia’, ma ognuna ha insistito su aspetti specifici.

Ad esempio, Evi sottolinea come a volte noi italiani “facciamo fatica a fare gioco di squadra” e “la nostra disorganizzazione cosmica ed atavica” ci porta a non arrivare mai ai momenti salienti della vita comunitaria con una “voce unica”, infatti “arriviamo sempre arrancando e subendo decisioni prese da altri”.

Tovaglieri, invece, pur dichiarandosi “europeista convinta”, pone l’accento su come l’Italia non venga quasi mai ricompensata “a modo” per il suo ruolo di paese fondatore e contributore netto. Anzi, la rappresentante della Lega evidenzia come ci siano state delle forme di “boicotaggio” della nostra economia, vedi il Nutri-score, ed anche come alcuni provvedimenti che l’Europa sembra in procinto di prendere per colmare il buco finanziario causato dalla brexit possano fortemente danneggiare il nostro paese (si parla di un taglio di 43 miliardi nel bilancio per la politica agricola italiana).


Politica estera ed esercito europei

Sulla necessità di una politica estera comune non ci sono stati particolari disaccordi, ma si è evidenziato come il processo debba essere graduale poiché “oggi ci sono troppe differenze economiche” (Tovaglieri), inoltre “per adesso la competizione prevale sull’approccio collaborativo” (Evi).

Toia si sofferma anche sulle difficoltà di tradurre a livello statale le norme internazionali e sottolinea come “se ci raccordassimo di più”, “potremmo avere molto di più in termini di opportunità, ma anche dare molto di più in termini di indicazioni”.


Cambio di scenari post-Brexit

Evi e Tovaglieri convengono sul fatto che l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea sia un avvenimento chiave e che si dovrà lavorare molto per adattarsi alla nuova situazione politica ed economica.

La prima teme per il “ruolo aggressivo che il Regno Unito potrebbe giocare” per indebolire l’Unione, mentre la seconda è più preoccupata dalla concorrenza sleale di paesi ‘terzi’. Si parla del Vitenham e dell’accordo siglato con l’Unione, che produrrà un’invasione del mercato da parte dei prodotti vietnamiti, che non rispettano le stesse ‘regole del gioco’ europee.

Una possibile ‘Italexit’ è stata bocciata in maniera forte e definitive da tutte e tre le europarlamentari.


Green Deal europeo

Un argomento in particolare ha scaldato l’atmosfera: il ‘Green Deal’, ovvero l’accordo europeo che pone nel 2050 il limite temporale perché l’Europa divenga un territorio ‘ad impatto 0’ a livello ambientale.

Sfruttando l’intervento della collega del partito democratico, che ha introdotto il famigerato ‘20/20/20’, cioè il “Pacchetto per il clima e l’energia”, Eleonora Evi ha fatto notare come l’Italia abbia raggiunto il target posto dalla norma citata riguardo l’energia rinnovabile, mentre altri paesi, come Germania, Francia e Paesi Bassi, non siano ancora arrivati al livello italiano. Questo rende onore al nostro paese, ma allo stesso tempo, sostiene Evi, dobbiamo avere ben chiaro il fatto che si sta discutendo una vera “crisi” climatica e che, nonostante “a parole” l’impegno della Commissione Europea sia massimo, “nei fatti” sono stati appena approvati una serie di progetti (50 progetti energetici su un totale di 150) ancora legati alle fonti fossili.

Considerato il limite temporale del ‘Green Deal’, questo attaccamento alle vecchie fonti energetiche preoccupa anche Toia, che nota come ci si debba “concentrare sul come”, poiché “la conversione (delle fonti energetiche) costa e il sistema industriale deve essere accompagnato”.

Ciò che invece preoccupa di più Isabella Tovaglieri è l’eventualità che, a seguito di provvedimenti ambientali, vengano favoriti paesi in realtà meno ‘green’ del nostro, come quelli dell’est Europa, ma anche che tali decisioni possano portare allo sfinimento se non addirittura alla distruzione di importanti filiere economiche del nostro paese (l’esempio portato è quello della ‘Plastic Tax’).


L'UE fra 30 anni

L’incontro si è concluso con considerazioni riguardanti il futuro dell’Unione Europea. L’idea di un’Europa federale sul modello statunitense piace ad Evi, che però solleva dei dubbi sulla concreta realizzazione di tale progetto. Su una linea di pensiero simile si situa Patrizia Toia, che evidenzia come non ci si possa lamentare che “l’Europa non agisca se non ha il potere per farlo” ed auspica ad “un’Europa con più sovranità, costituita da Stati che si sentono protagonisti” e non quasi “costretti” a stare uniti.

La strada intrapresa dall’europarlamentare leghista è differente poiché sostiene che si deve rafforzare l’Unione Europea “valorizzando le identità singolari di ogni Stato membro”. Un esempio di asimmetria di vedute tra Italia e Unione si nota nella concezione comunitaria di PMI (piccole e medie imprese), basati sugli standard tedeschi, molto maggiori di quelli italiani. Un trasferimento di sovranità all’Unione potrebbe generare più problemi di questo genere, secondo Tovaglieri.


Andrea B.

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Legnano, 20025, Italia

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